lunedì 5 agosto 2013

Post straordinariamente personale e melenso


L'edera mi ha sempre affascinato. Non ha fiori dai colori sgargianti, ma sa dare un fascino arcaico e monumentale agli edifici su cui cresce. Un racconto non è davvero gotico, un cimitero non è davvero romantico, un tronco non è davvero magico se l'edera non vi cresce sopra. Una casa con una facciata ricoperta di edera possiede una sorta di armatura (di quelle a scaglie, ovviamente) che la protegge dal tempo, popolandola di esseri del piccolo popolo e rendendola, quindi, al confine tra il nostro mondo e quello delle fairy.
L'edera è poi simbolo di tenacia, ma anche di una dipendenza biunivoca propria di misteri come l'amore (vi rimando al Lai del Caprifoglio, e al post dell'ultima volta sul mio racconto omonimo). E non c'è simbolo migliore per celebrare la nascita di Ludovica. Parlare di lei non può prescindere dal dire quanto sia stata desiderata, una necessità che si è fatta caparbietà e ha portato a superare il comune buon senso, arrivando a cercarla in un momento davvero poco propizio: l'acquisto della prima casa, la cassa integrazione della ditta in cui lavoravo prima e il cambio di impiego poi; la mia Bi che intraprende un'attività in proprio in un momento di mercato che dire incerto è eufemistico, abbandonando un posto sicuro e redditizio; Cyrano che risente della congettura di mercato e ci fa diventar matti, aumentando il livello di stress complessivo. Eppure lei, simbolo della nostra tenacia, è arriva il 16 novembre dello scorso anno. E la gioia ha superato di gran lunga le difficoltà.



A distanza di otto mesi ho aggiungo un tatuaggio alla mia personale collezione. Due foglie di edera sovrapposte, legate da ramo di rampicante. Il disegno è opera della spettacolare Sonia Aloi, di cui non finirò mai di cantare le lodi. Il tattoo è del bravissimo Marco di Black Jack tattoo di Verona. Se vi state chiedendo il perché della foglia violetta, sappiate che, per quanto di ostinino ad agghindarla di rosa, sembra che Ludovica sia destinata a questo bizzarro colore. È lunga da spiegare ma, per una serie di coincidenze, decine di oggetti sono capitati dello stesso colore in questi mesi e in quelli precedenti alla sua nascita. Insomma, se il tattoo doveva celebrare il suo arrivo, non poteva essere di un colore diverso.

Nessun commento:

Posta un commento